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Copertina > Home > Iniziative speciali > 1999 > Telecom, +1000% > Rassegna stampa >

2000 02 11

Positiva la notizia della condanna a Telecom Italia per aver abusato della sua posizione dominante, perché avalla le tesi di chi combatte da tempo per una economia più moderna.

"All'italiana" però i provvedimenti (una multa irrisoria). Non si è tenuto conto del fatto che a fare le spese della politica tariffaria Telecom Italia non sono solo i grandi Internet provider (che hanno siglato un accordo a parte), ma anche le piccole e medie imprese e le associazioni culturali e umanitarie, tuttora stritolate dalle assurde tariffe.


Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato
11 febbraio 2000

COMUNICATO

     Numero: 3
     Data: 11/02/2000

PROCEDIMENTO

     Riferimento: A255
     Caso: ASSOCIAZIONE ITALIANA INTERNET PROVIDERS / TELECOM
     Tipo provvedimento: Chiusura istruttoria

COMUNICATO STAMPA

Nel mercato dei servizi Internet condannata Telecom Italia S.p.A.,
che però si impegna a ripristinare condizioni di effettiva concorrenza

L'Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato, nella sua adunanza del 28 gennaio scorso, ha deliberato la chiusura del procedimento istruttorio avviato nei confronti di Telecom Italia, su denuncia della Associazione Italiana Internet Providers (AIIP), per aver abusato della sua posizione dominante nei mercati dei servizi Internet.

Telecom Italia, infatti, con la vendita dei servizi TIN e Interbusiness, detiene una posizione di assoluta preminenza nel mercato dei servizi di accesso a Internet per l'utenza residenziale e affari.

In quanto gestore telefonico ex-monopolista, Telecom Italia gestisce inoltre tutti i collegamenti telefonici, commutati e dedicati, dell'accesso a Internet per l'utenza nazionale ed è il principale fornitore di infrastrutture di rete per gli Internet Service Providers suoi concorrenti.

L'Autorità ha esaminato i comportamenti posti in essere da Telecom a partire dal 1996 nei diversi mercati dei servizi di accesso a Internet e ha riscontrato una serie di violazioni della normativa a tutela della concorrenza.

In particolare, Telecom, nella commercializzazione di servizi di accesso ad Internet, ha attuato una politica di espansione sul mercato caratterizzata da ingenti investimenti in rete e pubblicitari, dall'utilizzazione del servizio ad addebito ripartito e dall'applicazione generalizzata e prolungata di condizioni economiche di offerta degli abbonamenti particolarmente ridotte.

La situazione di perduranti perdite economiche registrate a seguito di tale politica commerciale, che ha portato Telecom a una rilevantissima espansione sul mercato a scapito dei concorrenti, è stata sostenibile dalla stessa società solo grazie alla possibilità di compensare le perdite con proventi, percepiti in regime di monopolio legale o di fatto, derivanti dai collegamenti in dial-up o dall'offerta di circuiti diretti numerici (CDN).

Inoltre, Telecom risulta avere applicato in passato, nel mercato a monte dell'offerta di connettività Internet, condizioni discriminatorie nella vendita di servizi Interbusiness nei confronti dei provider concorrenti rispetto alla propria clientela diretta. Tale comportamento è stato accompagnato dall'adozione di pratiche di fidelizzazione della clientela affari attraverso l'applicazione di scontistica particolare.

Al fine di ripristinare condizioni di effettiva concorrenza nel mercato dei servizi di accesso ad Internet, Telecom, nell'ambito del procedimento istruttorio, ha stipulato con l'AIIP un accordo in base al quale si è impegnata a corrispondere a tutti gli Internet Service Provider concorrenti che ne avessero fatto richiesta una parte dei ricavi da traffico per i collegamenti dial-up sviluppati a partire dal 1998, oppure una riduzione del costo dei CDN acquistati dai provider.

L'Autorità ha quindi ritenuto che a seguito degli impegni assunti dalla società nell'ambito dell'accordo sottoscritto con l'AIIP i comportamenti anticoncorrenziali adottati da Telecom nella commercializzazione dei servizi di accesso a Internet risultano cessati e compensati per gli aspetti economici. Infatti, tali impegni incidono positivamente sulla capacità concorrenziale degli Internet Service Provider in merito alle possibili modalità di finanziamento dell'offerta di servizi di accesso ad Internet all'utenza finale.

L'Autorità pertanto, in ragione della gravità dei comportamenti adottati, ma anche tenuto conto degli impegni assunti da Telecom al fine di ripristinare condizioni di effettiva concorrenza sul mercato, ha comminato la sanzione minima pari a un miliardo e duecentoquarantotto milioni di lire, richiedendo alla società di presentare, entro 120 giorni, una relazione in ordine all'effettiva realizzazione dell'accordo con l'AIIP e alle iniziative adottate al fine della rimozione delle violazioni accertate.

Roma, 11 febbraio 2000

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