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Platone nasce ad Atene, da una famiglia aristocratica, nel 428 a. C., periodo che coincide con la crisi dell'età d'oro della Grecia periclea. Nella sua giovinezza diventa discepolo di Cratilo, seguace di Eraclito, e a venti anni inizia a frequentare Socrate.
Vorrebbe dedicarsi pienamente alla vita politica; intenzione che si evince dalle sue stesse parole: "Io vidi che il genere umano non sarebbe mai stato liberato dal male, se prima non fossero giunti al potere i veri filosofi o se i reggitori di Stato non fossero, per divina sorte, diventati veramente filosofi".
Nel 388 a.C. si reca in Sicilia, a Siracusa, per conoscere la filosofia pitagorica (ne abbiamo testimonianza nella Lettera VII). Qui conosce Dione, zio del Tiranno Dionigi I. Cerca invano di convertire il Tiranno al suo ideale di re-filosofo e, per questo, viene venduto come schiavo sul mercato di Egina. In seguito il mecenate Anniceride lo riscatta e gli fornisce denaro sufficiente per fondare ad Atene, nel 387 a. C., la celebre "Accademia".
Quando Dionigi il giovane succede a Dionigi il vecchio viene richiamato da Dione per progettare la riforma dello Stato. I continui scontri tra Dionigi il giovane e Dione, tuttavia, rendono impossibile l'opera di Platone. Nel 360 a. C. torna definitivamente ad Atene dove, nel 347 a. C., muore all'età di circa ottanta anni.
Le opere
Fortunatamente, di Platone risulta ci sia giunta una bibliografia sostanzialmente completa. Da citare:
- le nove tetralogie ordinate da Trasillo, appartenenti al periodo dell'imperatore Tiberio:
- Eutifrone o sulla santità, Apologia di Socrate , Critone o sulla legge, Fedone o sull'anima.
- Cratilo o sull'origine delle parole, Teeteto o sulla conoscenza, Sofista, Politico.
- Parmenide o sull'Essere, Filebo o sul piacere, Simposio o sull'amore, Fedro o su amore e retorica.
- Alcibiade I , Alcibiade II , Ipparco, Amanti.
- Teagete, Carmide o sulla bellezza, Lachete o sul coraggio, Liside o sull'amicizia.
- Eutidemo o protrettico sulla filosofia, Protagora o sull'insegnabilità della virtù, Gorgia o sulla retorica, Menone o sulla virtù.
- Ippia maggiore, Ippia minore o sul male involontario, Ione o sulla poesia, Menesseno.
- Clitofonte o sulla pedagogia, Repubblica, Timeo o sul cosmo, Crizia o su Atlantide.
- Minosse, Leggi, Epinomide, Lettere.
- Le opere del primo periodo. Vi appartengono gli scritti giovanili che trattano della condanna inflitta a Socrate, suo illustre maestro, dell'esaltazione della vita di quest'ultimo, che si era consacrato alla ricerca filosofica, e della critica contro i Sofisti. Tra le opere di questo periodo troviamo:
- Apologia di Socrate;
- Critone;
- Ione;
- Lachete;
- Liside;
- Carmide;
- Eutifrone;
- Eutidemo;
- Ippia minore;
- Cratilo;
- Ippia maggiore;
- Menesseno;
- Gorgia;
- Repubblica I;
- Protagora.
- Le opere del secondo periodo. Scritti della maturità, così chiamati perché in queste opere Platone va al di là delle teorie socratiche ed elabora un proprio pensiero: dalla dottrina delle idee alla dottrina dell'amore e dell'anima, dalla teoria sullo Stato ideale al compito del filosofo. Testimonianza di questa evoluzione sono:
- Menone;
- Fedone;
- Convito;
- Repubblica II-X;
- Fedro.
- Le opere del terzo periodo. Gli scritti della vecchiaia rappresentano un approfondimento e una rivisitazione di alcune opere. Tra questi scritti troviamo:
- Parmenide;
- Teeteto;
- Sofista;
- Politico;
- Filebo;
- Timeo;
- Crizia;
- Leggi;
- Lettera VII;
- Lettera VIII.
Note biografiche a cura di Claudia Quadrino.
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